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Pasqua in Rifugio ad € 24,00
 
 
 Quest'anno ci aspetta una Pasqua decisamente con i fiocchi!

E come passarla al meglio se non davanti ad un caminetto scoppiettante, in un clima gioioso e familiare come quello del Rifugio?!

Come ogni anno saremo pronti ad accogliervi con le specialità della nostra cucina, con un ricco menu composto dal nostro antipasto della casa, due primi, ricchi secondi con contorni e dolce. Accompagneremo il tutto con acqua e 1/4 di vino a persona.

E poi se vorrete vi potrete fermare per fare due chiacchiere e bere un buon amaro o digestivo!

Vi aspettiamo!


Per prenotazioni:
Tel. 0534 21329 
Cell. 340 9418897

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Il Rifugio di Monte Cavallo nell'Alta Via dei Parchi

  
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Il Rifugio di Monte Cavallo è una delle 27 tappe ufficiali dell'Alta Via dei Parchi.
Un percorso che parte da Berceto, nei pressi del Passo della Cisa e arriva fino alla rupe della Verna, protesa sul Casentino per poi raggiungere l’eremo sul Monte Carpegna. Un itinerario di 500 chilometri lungo l’Appennino fra l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche che unisce due Parchi nazionali, cinque regionali e uno interregionale riassumendo in sé il meglio che le montagne appenniniche sanno offrire.
 
Nell’ordine si incontrano: il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano esteso dal Parmense a gran parte dell’alta montagna reggiana; il Parco regionale delle Valli del Cedra e del Parma, comprendente parte delle omonime valli e compenetrato al precedente; il Parco regionale dell’Alto Appennino Modenese e il Parco regionale del Corno alle Scale che abbracciano il settore orientale del crinale emiliano. Nella media montagna bolognese troviamo il Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, mentre il Parco regionale della Vena del Gesso romagnola tutela uno straordinario affioramento di rocce gessose.
Infine il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna avvolge il crinale tosco romagnolo con un ininterrotto mantello di foreste, mentre il Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello tutela ambienti di pregio fra i quali spicca una delle cerrete più estese d’Europa.
 
Circhi glaciali, laghi immersi nello splendore delle praterie d’alta quota, sterminate foreste e limpidi torrenti, rupi vulcaniche e falesie di gesso: non solo l’Alta Via consente un approccio diretto con i diversi ambienti che compongono il variegato paesaggio appenninico, ma permette di farlo nel modo più semplice con la serena lentezza del camminare.
 
Alla ricchezza degli aspetti naturalistici e ambientali fa riscontro una vasta stratificazione di segni lasciati dai secoli: antiche strade e ponti a schiena d’asino, toponimi arcaici, monasteri, abbazie ed eremi; ma anche le umili tracce lasciate nei secoli dalla vita contadina nel duro ambiente montano: ruderi di case e di stalle, ricoveri per boscaioli e pastori, piazzole carbonili, castagneti secolari e resti di terrazzamenti.
 
Tutto questo concorre a “fare” l’Appennino di oggi, che osserviamo in un momento storico assai particolare. L’economia montana tradizionale, che per secoli ha esercitato una pressione fortissima sull’ambiente, è scomparsa nell’arco di un paio di generazioni, lasciando vastissime zone disabitate e libere di seguire la naturale evoluzione verso forme ambientali più mature e complesse.
 
Nel contempo la creazione di un’ampia rete di aree protette ha contribuito a favorire e a guidare questo processo, interpretando concretamente la moderna sensibilità verso le tematiche ambientali.